Donne al lavoro al

ll baco da seta, detto anche filugello o Bombice del gelso (Bombyx mori L.) è un insetto dell'ordine dei Lepidotteri. Gran parte degli studiosi attribuiscono all'imperatrice cinese Si Ling-chi (2697 a.c) la scoperta e l'addomesticamento del baco da seta.

La Cina custodì gelosamente la pratica di allevamento per secoli, fino a quando dei monaci cristiani nel 552 d.c riuscirono a trasportare in Europa, nelle mani dell'Imperatore Giustiniano, le prime uova di baco nascondendole nel cavo dei loro bastoni di canna. Fù cosi che l'allevamento dei bachi e l'arte della seta si diffusero in breve in tutto il bacino del Mediterraneo, raggiungendo, soprattutto in Italia, grazie al clima favorevole, alti livelli di perfezione nelle varie tecniche di produzione.

Ma fu solo agli inizi del 1800 che l'industria serica ebbe un notevole incremento imponendosi come una vera e propria attività industriale che, più di ogni altra, diede nuovo impulso all'economia italiana.

Nell'ascolano la bachicoltura fu praticata da grandi proprietari terrieri dando lavoro a migliaia di donne e di uomini.

Anche a Colli le famiglie contadine integravano il loro reddito con poche once di seme allevato dentro gli stessi locali d'abitazione.

Verso la fine del XIX secolo, accanto all'industria dell'allevamento (o bachicoltura in senso stretto), nacque una seconda industria bacologica, quella della confezione del seme-bachi (o industria semaia).

A Colli del Tronto tra le maggiori industrie bacologiche ricordiamo le famiglie Panichi, Cantalamessa, Speca e Ascenzi.